130° anniversario del Museo Nazionale di Aquileia

Oggi si festeggia il 130° anniversario dell’inaugurazione del Museo Archeologico Nazionale, già “Imperial-regio Museo dello Stato”, avvenuta il 3 agosto 1882 sotto l’egida dell’imperatore Francesco Giuseppe ed a coronamento di una serie di precedenti iniziative di collezione e cura delle antichità locali, avviata già nel XVIII secolo.

Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia: una storia lunga 130 anni (1882-2012).

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Il museo Archeologico Nazionale di Aquileia: una storia lunga 130 anni (1882-2012) – (pdf)

Tornano le Università ad Aquileia per rendere ancora più grande il suo patrimonio

Aquileia, la grande Aquileia, vede, anche quest’anno, tornare al lavoro tre Università, con i loro studenti ed i loro docenti, alla ricerca di nuovi frammenti di storia.

Pazienti, come solo un archeologo può esserlo, scavano sotto il sole di giugno per riportare alla luce il passato della città romana, patrimonio dell’Umanità, e per renderla ancora più visibile e splendida agli occhi del visitatore.

Gli scavi sono ormai iniziati per l’Università di Padova (Fondi ex Cossar e Casa delle Bestie ferite) ed anche per quella di Venezia (zona del porto fluviale).

Da lunedì 13 giugno si è aperta anche, sulla base dell’accordo scientifico congiunto tra l’Università di Udine e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, stipulato nel lontano 2002, la nona campagna di scavo archeologico didattico dell’Università di Udine, sul sito delle Grandi Terme. Nel IV sec. d.C., quando Aquileia era ritenuta la quarta città più importante d’Italia, Costantino decise di dotarla di un grande complesso termale, costruito ex novo nel settore sud occidentale della città: le Thermae Felices Costantinianae, come recita un epigrafe rinvenuta negli anni ottanta dall’archeologa Paola Lopreato, recentemente scomparsa.

Proprio in questa zona, dal 2002, ricollegandosi agli scavi condotti, in anni precedenti dalla Soprintendenza, gli archeologici dell’Università di Udine stanno ricostruendo la storia di uno dei più vasti edifici pubblici dell’Aquileia tardoantica.

La direzione scientifica dello scavo è sostenuta dal prof. Frederick Mario Fales e dalla prof. Marina Rubinich. Il gruppo di ricerca comprende una dottoranda, Elena Braidotti e una laureata, Marta Nardin, che assistono nella conduzione delle operazioni sul campo e nel coordinamento degli studenti. In tutto 59 iscritti ad una scuola che prevede grandi emozioni non solo legate ad eventuali nuove scoperte ma alla possibilità di vivere, per un periodo anche se breve, a stretto contatto con la storia, una grande lezione per i giovani.

Fortemente voluta dal Soprintendente, Luigi Fozzati, la presenza sempre più ampia delle Università ad Aquileia, costituisce una ricchezza non solo per la ricerca scientifica, ma anche per la popolazione e per il territorio, nella prospettiva di una valorizzazione sempre più ampia e di un incremento del turismo in una zona già ricca di risorse naturali e ambientali.

Anaxum Project: presentazione del progetto ad Udine

Martedì 24 maggio – Ore 15.00
Palazzo Caselli – Sala del Tiepolo
Vicolo Florio 2 – Udine

Verrà presentato martedì 24 maggio, a Udine, con l’antico nome latino “ANAXUM”, il progetto di ricerche e studi archeologici relativi al Fiume Stella ed ai suoi relitti navali, con un ampio sguardo all’intero paesaggio storico-archeologico del fiume, la più importante via d’acqua originata dalle risorgive del basso Friuli..

Nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, il progetto, a carattere internazionale, prevede, come partenza e obiettivo, per il 2011, il rilievo dello scafo del Relitto Stella 1, imbarcazione datata all’inizio del I sec. d.C., e delle pile del ponte sulla via Annia.

Per approfondimenti:
Anaxum Project – (pdf)

Mostra sull’editoria archeologica del Friuli Venezia Giulia

Verrà presentata in conferenza stampa, venerdì 8 aprile alle ore 11.00, presso Palazzo Economo a Trieste, la “Mostra sull’editoria archeologica del Friuli Venezia Giulia”, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici.

Si tratta della prima manifestazione espositiva organica riguardante l’editoria archeologica in una regione caratterizzata dalla presenza di innumerevoli tracce del passato, dal paleolitico all’alto medioevo e da un importante sito UNESCO, la città di Aquileia, un gioiello unico, segno di una vasta e complessa realtà storica.

L’obiettivo è quello di riunire e mettere a confronto non solo pubblicazioni di carattere scientifico ma anche di carattere divulgativo riguardanti l’archeologia del Friuli Venezia Giulia negli anni dal 2008 al 2010.

L’esposizione, che avrà luogo nei due siti istituzionali di Aquileia e Cividale del Friuli, si configura anche come momento di bilancio delle attività che hanno prodotto le pubblicazioni stesse e momento conoscitivo per tutti gli Enti, le Istituzioni, le Associazioni e gli studiosi che si occupano di archeologia. Nell’ambito dell’evento Aquileia accoglierà le pubblicazioni riguardanti i territori del basso Friuli e della Venezia Giulia mentre Cividale quelle riguardanti i territori dell’alto Friuli.

Nell’occasione, la prima in Friuli Venezia Giulia, saranno presentate le più recenti pubblicazioni curate dalla Soprintendenza tra cui il nuovo numero del “Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del FVG” – anno 2008 -, il volume dedicato alla Necropoli longobarda di San Mauro di Cividale del Friuli, curato dall’archeologa Isabel Ahumada Silva, e la guida alla nuova sezione del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia dedicata alla via Annia, curata dall’archeologa Annalisa Giovannini.

Saranno, inoltre,presentati al pubblico anche i numeri monografici dedicati ad Aquileia di diverse riviste specialistiche, quali “Archeo”, “Archeologia Viva” e “Forum Urbis”, pubblicati nel 2010, nonché i filmati di carattere archeologico prodotti dal Centro di Produzione Televisiva della Regione FVG, in collaborazione con la Soprintendenza. Tra questi si segnala, in modo particolare, “La Sfinge, il Principe e gli Dei. Arte delle gemme in Aquileia Romana” , che ha partecipato, classificandosi al nono posto, alla XXI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico a Rovereto nonché al XII Festival Internazionale del Documentario Archeologico di Belgrado.

La mostra sarà affiancata, inoltre, da conferenze/dibattiti sui temi trattati nelle pubblicazioni e da visite tematiche ai due Musei Nazionali.

Un evento culturale che si spera di grande interesse anche turistico, una possibilità per il pubblico di conoscere non solo le nostre realtà museali, ricche di preziosi reperti archeologici ancora troppo poco conosciuti, ma anche le bellezze di un territorio dolcemente disteso tra le montagne ed il mare e quindi adatto alle diverse esigenze del viaggiatore e con una grande offerta enologica che colloca il Friuli Venezia Giulia tra le regioni di migliore produzione di vini.

Luoghi di esposizione e orari:

Ad Aquileia l’esposizione avverrà presso “Casa Pasqualis” – Via Giulia Augusta

Apertura venerdì 15 aprile dalle ore 14.00 alle ore 19.00

Sabato 16 aprile dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Domenica 17 aprile dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Per informazioni

Tel. 0431/91035

A CIividale del Friuli l’esposizione avverrà presso il Museo Archeologico Nazionale – Piazza Duomo 13 –

Apertura sabato 9 aprile e chiusura domenica 17 aprile con orario dalle 9.00 alle 19.00

Archeogiochiamo al Museo Archeologico Nazionale di Cividale

L’associazione culturale cividalese “Amici dei Musei”, in accordo con il Museo Archeologico Nazionale di Cividale propone le attività di Archeogiochiamo

Chi l’ha detto che un museo è un luogo solo per adulti, dove tutto è chiuso dietro teche di cristallo, oggetti enigmatici, cocci vecchi senza significato? Dal 10 luglio le archeologhe Chiara Magrini, Lisa Zenarolla e Martina Perossa, con le loro attività di laboratorio didattico, dimostreranno ai loro piccoli allievi che così proprio non è, che il museo è un luogo misterioso e affascinante dove i bambini possono imparare tante cose nuove…giocando.

Ad esempio potranno osservare i reperti relativi alle case romane, conservati nel Museo, realizzandone schede e disegni ricostruttivi, oppure potranno osservare “dal vivo” frammenti di anfore romane, lavarli e disegnarli, e ancora, verranno loro presentate, attraverso un breve filmato, le parti di una città medievale, con particolare riferimento al centro storico di Cividale.
Bambini e adulti accompagnatori visiteranno poi il centro storico di Cividale e realizzeranno insieme schede e attività pratiche dirette all’osservazione delle tecniche edilizie, dei materiali e dei diversi elementi costruttivi che compongono il complesso urbano.

I laboratori didattici al Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli sono organizzati con il contributo del Museo e dell’Associazione Amici dei Musei e delle Biblioteche.

Chi vuole conoscere meglio il programma e le attività o iscriversi ad uno dei laboratori può consultare il sito www.archeoscuola.it.

Nuovo rinvenimento a Cividale

Un nuovo importante tassello aggiunto all’organizzazione urbana di Cividale in epoca longobarda: scoperti i resti di un edificio di età tardoantica-altomedievale appoggiato ad un possente muro probabilmente di età tardoromana.

Mortaio in pietra
Mortaio in pietra di epoca tardoantica

Durante alcuni lavori di ristrutturazione di uno stabile situato in Borgo San Pietro 1, a breve distanza dalla porta medievale occidentale della città, sono emersi resti archeologici di età tardoantica-altomedievale: parte di un fabbricato dotato di spazi parzialmente interrati, con ogni probabilità adibito a funzioni produttive, forse anche con annessi abitativi.
L’edificio, messo in luce grazie allo scavo archeologico di emergenza avviato alla fine del 2009 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, per la disponibilità della proprietà (Società La Piramide) e l’interessamento del Comune e condotto dalla società Arχè, era stato realizzato per una buona parte in legno, come dimostrano le tracce delle travi identificate nei battuti in argilla e nelle sistemazioni in lastre e ciottoli che ne costituiscono i piani pavimentali.

Rinvenimenti abitativi di questo genere, piuttosto rari per evidenti ragioni di conservazione della tipologia costruttiva, realizzati con materiale ligneo e dunque deperibile, costituiscono un interessante esempio di destinazione d’uso dei luoghi adiacenti alle mura.

I materiali rinvenuti sono rappresentati da vasellame di uso quotidiano, resti di pasto, un frammento di calice in vetro ed un mortaio in pietra integro e riconducono ad una frequentazione di età tardoantica-altomedievale.

Al di sopra delle strutture abitative ormai disattivate sono state rinvenute, inoltre, sepolture ad inumazione, forse coeve alla limitrofa necropoli di Santo Stefano in Pertica, destinata alla sepoltura di personaggi di rango dell’aristocrazia longobarda.

Ma l’interesse delle scoperta è dovuto anche al fatto che il fabbricato era stato edificato in appoggio al cosiddetto “antemurale” della cinta muraria della città che costituisce anche il limite occidentale della buffer zone del sito, così come delimitato nel dossier di candidatura attualmente in corso di esame presso l’Unesco.

La datazione, sinora incerta, del muro, esistente in altri punti della città, è ora provata dalle indagini effettuate: si tratta di una possente struttura muraria di un metro circa di spessore, presumibilmente di rinforzo alla più interna cinta muraria di età romana repubblicana. Costruito per lo meno in età tardoromana, esso fu mantenuto fino in epoca medievale e successivamente inglobato nell’attuale caseggiato e in caseggiati vicini.

Gli scavi continuano ancora, a cura del proprietario e sotto il controllo della Soprintendenza, in altri ambienti dell’edificio adibiti a tintoria nell’800, ma sicuramente di più antica origine, costruiti sulla riva sinistra del Rugo che sfocia poco più a sud nel Natisone.

Aquileia: importanti investimenti per la valorizzazione e la conservazione

Sono 1.500.000 euro, in tre anni, i fondi stanziati da ARCUS (Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo) – la Spa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con capitale interamente sottoscritto dal Ministero dell’Economia, il 3% degli stanziamenti previsti per le infrastrutture – per la musealizzazione dei Fondi Cossar, ad Aquileia. Un’importante finanziamento per la Fondazione Aquileia che gestisce la valorizzazione e la sistemazione del fondo. La Regione Friuli Venezia Giulia cofinanzierà gli interventi per un importo pari a quello stanziato da ARCUS.

L’area dei fondi Cossar, situata qualche centinaio di metri a nord della Basilica, è stata oggetto di importanti campagne archeologiche, a partire soprattutto dagli anni ’50 del XX secolo ed è caratterizzata da significativi insediamenti con edifici e dalla presenza di due magnifici mosaici pavimentali risalenti al IV sec., attualmente collocati su palafitte di cemento armato.

Per il 2010 sono previsti ulteriori interventi di scavo da parte dell’Università di Padova, nello specifico dal gruppo di lavoro degli archeologi guidati dalla prof. Francesca Ghedini e dal prof. Jacopo Bonetto.

La valorizzazione dell’area, da parte della Fondazione, è già partita con la presentazione, il giorno 8 febbraio, di un “Concorso di idee per la valorizzazione e la copertura delle aree archeologiche del fondo Cossar”.

Per la Soprintendenza per i Beni Archeologici, invece, sono stati stanziati 200.000 euro, provenienti dalla Lottomatica e destinati al restauro di Palazzo Brunner, sempre ad Aquileia. Palazzo Brunner, nell’anno 2000, ha visto restaurare, grazie ai fondi del Giubileo, l’antico “follador”, per renderlo residenza temporanea idonea all’accoglienza dei pellegrini. Successivamente, gli ampi locali ripristinati sono stati resi funzionali ad ospitare la biblioteca e l’archivio.

L’inizio dei lavori di restauro al Palazzo Brunner premia la scelta di aprire una seconda sede ufficiale della Soprintendenza ad Aquileia in linea con quanto già realizzato nelle altre grandi aree archeologiche urbane del centrosud.

Nuovo importante ritrovamento archeologico ad Aquileia

Martedì 16 febbraio, in località Morona, poco a nord di Aquileia, lungo la strada regionale 352, che ripercorre il tracciato della strada romana Giulia Augusta (lungo la quale sono stati rinvenuti già in passato resti di necropoli), è stato portato alla luce il rivestimento interno, in lamina di piombo, di una bara di legno, risalente, presumibilmente, al II – III sec. d.C., di dimensioni 1,90 x 0,35, h. 0,35.

Scavo località Morona
Scavo – Località Morona

Questo tipo di sepoltura, con utilizzo del piombo per rivestire internamente la cassa (si riteneva potesse meglio conservare il corpo), si riferisce ad una tradizione attestata soprattutto in ambito orientale.

Non si conosce ancora il contenuto della cassa.  L’apertura, che verrà effettuata nei prossimi giorni, rivelerà probabilmente resti ossei del defunto e sperabilmente anche elementi di corredo.

Lo scavo, condotto per la Soprintendenza dalla ditta Arχè di Luciana Mandruzzato, è uno scavo preventivo, eseguito per la concessione relativa alla costruzione di un distributore di benzina, in accordo tra il proprietario dell’area e la Soprintendenza.

La zona del ritrovamento, infatti, è considerata non di vincolo ma di rispetto (fascia di rispetto sepolcrale) come definito dal piano regolatore di Aquileia e, pertanto, qualsiasi intervento di scavo deve essere, comunque, concordato con la Soprintendenza.

L’area è stata sottoposta a stretta sorveglianza.

Comunicato stampa a cura di Carmelina Rubino
Responsabile Ufficio Stampa e rapporti con i Media
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia
Piazza Libertà 7 – Trieste
e-mail: carmelina.rubino@beniculturali.it
Tel. 040 419 4731

“Trieste romana” itinerario archeologico

Opuscolo informativo sull’antica Città di Tergeste a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione del FAI, Delegazione di Trieste e della Provincia di Trieste. Patrocinio del Comune di Trieste.

Trieste romana
Trieste romana, itinerario archeologico

Trieste – 21 maggio 2009 – È stata presentata, presso la sede della Provincia, la pubblicazione “Trieste Romana – Itinerario archeologico”, nata dalla proficua e fattiva collaborazione e sinergia tra il FAI Scuola, Delegazione di Trieste, la Provincia di Trieste e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, nell’ambito di un progetto, sviluppato dal FAI, per aprire il mondo della scuola alla conoscenza più approfondita del proprio contesto urbano e per promuovere presso le nuove generazioni  il rispetto e la difesa del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale.

Il punto di partenza del progetto è stata la creazione, da parte del FAI, di una scuola per la formazione di “apprendisti ciceroni” tra gli studenti delle scuole superiori di Trieste che ha dato vita ad una serie di mattinate per le scuole in cui gli studenti hanno guidato i loro compagni alla scoperta di siti e palazzi non sempre aperti al pubblico.

Nel corso di questo processo di formazione, seguito e guidato, per la parte archeologica, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, uno degli obiettivi è stato quello di dare maggiore diffusione e conoscenza delle origini romane della città di Trieste anche attraverso la realizzazione di un opuscolo informativo che potesse offrire agli studenti ma, in un’intesa più ampia, anche a tutti i cittadini e i visitatori una più approfondita conoscenza delle scoperte archeologiche degli ultimi trent’anni, emerse durante gli scavi effettuati per il recupero di Città Vecchia.

L’opuscolo “Trieste romana – Itinerario Archeologico”, nato da un’idea del FAI, perfezionata in una Convenzione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, è stato curato, nella supervisione scientifica e nell’elaborazione dei testi dalla dott.ssa Franca Maselli Scotti, mentre l’apparato grafico e fotografico è stato curato dal sig. Giusto Almerigogna della Soprintendenza stessa.

Ventimila copie, stampate con il fondamentale contributo della Provincia di Trieste, saranno disponibili, gratuitamente, presso i centri di informazione turistica.