Mostra Trieste e la Dalmazia

La mostra documentaria dedicata alla Dalmazia è stata allestita in occasione delle Giornate Europee della cultura indette dal Ministero per i beni e le attività culturali e del 56° raduno dei Dalmati a Trieste

Trieste e Dalmazia
Trieste e Dalmazia
  • La storia della Dalmazia e della sua popolazione, anche nei suoi stretti intrecci con Trieste, è stata ampiamente e autorevolmente tracciata da altri sotto i suoi diversi aspetti; l’Archivio di Stato si propone di offrire, invece, tramite una mostra documentaria, l’immagine di quel territorio tra il XIX e il XX secolo così come appare negli atti conservati presso l’Istituto.
    La mostra cerca di mettere a fuoco le fonti documentarie, convinti che offrire le fonti significa offrire a tutti gli interessati tutte le possibilità di ricerca ed è come consegnare le chiavi di uno spazio da esplorare nel quale ognuno, secondo i propri interessi e le proprie inclinazioni, potrà seguire i percorsi di ricerca che preferirà.
    L’esposizione e il relativo catalogo sono articolati in cinque sezioni, secondo il seguente schema:
  • I – La Dalmazia (schede nn. 1-9)
  • II – Per terra… (schede nn. 10-36)
  • III – …e per mare (schede nn. 37-64)
  • IV – La gente (schede nn. 65-74)
  • V – Le attività (schede nn. 75- 91)
  • VI – Le Associazioni (92-95).

La mostra sarà visitabile dal 17 settembre al 14 novembre 2009 con il seguente orario:
lunedì e giovedì dalle 9 alle 17
martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13
domenica chiuso

Ulteriori informazioni su questo evento
Quando 16/09/2009 11:00 al 14/11/2009 14:00
Dove Archivio di Stato di Trieste via La Marmora 17 34139 Trieste
Indirizzo e-mail per contatti as-ts@beniculturali.it
Recapito telefonico per contatti 040 390 020

Mostra “I Dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese”

La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia partecipa all’esposizione con il nuovo calco dello scheletro completo del dinosauro adrosauro noto come “Antonio” fatto realizzare per l’occasione

Adrosauro Antonio
Calco del dinosauro Antonio presente alla Mostra di Bologna

Il Museo Geologico Giovanni Capellini dell’Università di Bologna ospita presso le sue sale la mostra “I dinosauri italiani” dal 5/09/2009 al 11/01/2010; l’esposizione riunisce i più importanti e spettacolari fossili di vertebrati rinvenuti nel nostro paese e si articola in 15 sale molte, delle quali interamente rinnovate. La mostra, voluta per festeggiare il centenario della prima esibizione del calco del grande scheletro del dinosauro Diplodocus carnegiei, riunisce per la prima volta tutti i reperti disponibili relativi ai dinosauri italiani.
La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia partecipa all’esposizione con il nuovo calco, di circa quattro metri di lunghezza, dello scheletro completo del dinosauro adrosauro noto come “Antonio” fatto realizzare per l’occasione ed inoltre collabora con gli organizzatori della mostra anche per l’escursione nel sito del Villaggio del Pescatore di Duino (TS).
L’ adrosauro di Duino è il più grande e completo dinosauro trovato finora in Italia ed uno dei più completi in Europa; presso il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, oltre ad Antonio, sono conservati i resti di un altro adrosauro recuperato nel medesimo scavo ma ancora da estrarre dalla matrice rocciosa. Lo studio scientifico e la classificazione del dinosauro “Antonio” è ultimata e sarà pubblicata a breve su una rivista internazionale specializzata.

I Dinosauri Italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese

Bologna, Museo Geologico Giovanni Capellini

via Zamboni n°63

5 Settembre 2009 – 11 Gennaio 2010

Orario

Lunedì – Venerdì 9 – 13

Sabato – Domenica 10 – 18

Ingresso alla mostra: fino a 16 anni 1 Euro, oltre 16 anni 2 Euro

Giornate Europee del Patrimonio 26-27 settembre 2009

Ultra Oceanum: esplorazioni scientifiche e scoperte geografiche al tempo degli Asburgo. Visite tematiche gratuite

Novara
Frontespizio raffigurante le tappe effettuate dalla fregata Novara durante la circumnavigazione del globo, tratto da K. Scherzer, Viaggio della Novara intorno al mondo, Vienna 1862

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2009, il Museo Storico del Castello di Miramare aderisce al programma di iniziative “Italia tesoro d’Europa”, organizzato dal MiBAC, che si svolgerà in oltre mille luoghi della cultura aperti al pubblico gratuitamente sabato 26 e domenica 27 settembre.
Visto lo scopo di tale importante manifestazione, ovvero potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra i Paesi europei, il Museo offre ai visitatori un tour guidato all’interno del castello, finalizzato alla conoscenza delle principali missioni esplorative condotte sotto gli auspici della Casa d’Austria tra XVIII e XIX secolo. Con l’ausilio di libri e immagini d’epoca si ricorderà il fondamentale ruolo svolto dall’arciduca Massimiliano d’Asburgo, come comandante della Marina austriaca e promotore di spedizioni di scoperta ed esplorazione, e si ripercorreranno i viaggi della Novara, della Donau, della Admiral Tegetthoff e della Saida lungo le rotte più diverse, dall’Atlantico al Pacifico, dai mari tropicali all’Artico, che portarono tra l’altro all’istituzione del primo Anno Polare Internazionale (1881-1882) come risultato di una precisa volontà di cooperazione scientifica fra i popoli.

L’evento coincide inoltre con il 150° anniversario del ritorno a Trieste della fregata Novara, avvenuto il 26 agosto 1859, al termine di una circumnavigazione del globo durata oltre due anni. La missione, fortemente voluta dall’arciduca Massimiliano con finalità di formazione per un equipaggio specchio fedele della realtà multinazionale dell’Impero asburgico, aveva anche scopi diplomatici e commerciali ma si rivelò soprattutto un’esaltante impresa scientifica. Grazie ad essa vennero riportati in patria migliaia di reperti botanici, zoologici ed etnografici che andarono ad arricchire i principali musei imperiali e costituirono la base di importanti studi, mostre e pubblicazioni di risonanza internazionale.

Intorno all’Adriatico

La diffusione e la produzione di vetro sulle sponde del mare Adriatico nell’antichità.

XIII Giornate Nazionali di Studio sul Vetro.

30 maggio 2009 Trieste, Civico Museo Sartorio (ore 9-17)

31 maggio 2009 Pirano (Slovenia), Istituto per il Patrimonio Mediterraneo (ore 9 -18).

Intorno all’Adriatico – (pdf, troppo grande)

Uno sguardo su Venezia. Canaletto a Miramare

Nell’ambito delle recenti iniziative dedicate a Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto, anche la città di Trieste porge il suo omaggio al grandissimo maestro veneziano con una mostra che verrà inaugurata venerdì 17 aprile 2009 alle ore 18 e che sarà visitabile fino al 2 agosto 2009, presso la Sala della Rosa dei Venti del Museo Storico del Castello di Miramare.

L’inaugurazione, venerdì 17 aprile alle ore 18, si inserisce nel calendario delle iniziative in occasione dell’XI Settimana della Cultura, promossa dal 18 al 26 aprile 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si segnala inoltre l’apertura serale straordinaria del giorno 24 aprile 2009 dalle ore 18.30 alle ore 21.30, nella quale i visitatori potranno usufruire gratuitamente di un approfondimento sulle tematiche della mostra a cura degli Assistenti Museali del Museo Storico del Castello di Miramare.

L’iniziativa mira alla valorizzazione di una significativa serie di disegni del Canaletto, già collezione Miotti di Tricesimo (Udine), entrati a far parte nel 1973 delle raccolte della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Trieste. La collezione, composta da sette esemplari, di cui tre disegnati anche sul verso, è di notevole interesse in quanto racchiude l’iter creativo di Canaletto, che partiva dagli “scaraboti”, i primi rapidissimi abbozzi fissati su carta, per giungere attraverso una progressiva definizione del punto di vista all’elaborazione di veri e propri disegni preparatori per i dipinti. Il Canal Grande verso la chiesa della Carità, la Riva degli Schiavoni con il Bucintoro, Palazzo Foscari e il Campo di Santa Sofia, il ponte di barche per la festa del Redentore, ma anche la chiesa di San Gregorio al Celio a Roma e l’Arena di Pola, insieme ad altri schizzi di edifici, sono i soggetti protagonisti dei fogli triestini, dove la stessa mano di Canaletto ha riportato abbreviazioni relative alla scelta dei colori, note toponomastiche o indicazioni sull’eventuale ampliamento o riduzione della veduta da attuarsi nella redazione finale. Diversi per carta e per formato, i disegni triestini si riferiscono presumibilmente a più quaderni, e costituiscono una preziosa testimonianza circa la complessità delle vicende collezionistiche connesse alla grafica canalettiana.

Accanto alle opere di Canaletto, i visitatori avranno modo di apprezzare un nucleo di dipinti ottocenteschi, a mano di diversi artisti, provenienti dalle collezioni di Ferdinando Massimiliano d’Asburgo e di Carlotta di Sassonia Coburgo Gotha. Il Ponte di Rialto, il Canal Grande con la piazzetta di San Marco, la chiesa di San Giorgio Maggiore, il cortile interno di Palazzo Ducale: questi sono alcuni degli scorci veneziani che gli arciduchi, affascinati dalla città lagunare, vollero nelle stanze della loro residenza, e che oggi il Museo Storico del Castello di Miramare offre alla visione del pubblico come testimonianza dell’imperitura fortuna nel XIX secolo del vedutismo canalettiano. Canaletto “rivive” a Miramare, rivisitato secondo modi romantici nella Venezia notturna del bellunese Ippolito Caffi, illuminata da suggestivi bagliori rossastri, o nelle acque trasparenti del Canale della Giudecca del bergamasco Luigi Steffani.

Sicuramente prodotto ottocentesco di pregevole esecuzione è la veduta del Ponte di Rialto visto da sud, acquistato invece da Massimiliano d’Asburgo come originale di Canaletto. Tra le voci europee il belga Jean Baptiste Van Moer ripropone con elegante accuratezza temi già canalettiani, ispirando a sua volta la stessa Carlotta del Belgio, pittrice di discreto talento, di cui si espone un quadretto raffigurante l’isola di San Giorgio.

La mostra è promossa e organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia, dal Museo Storico del Castello di Miramare e dalla Fondazione CRTrieste.

Mostra e catalogo sono curati da Fabrizio Magani, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia e da Rossella Fabiani, Direttore del Museo Storico del Castello di Miramare, in collaborazione con Giuseppe Pavanello, Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi di Trieste. L’allestimento è a cura dello Studio Susanna Nobili di Roma.

“Uno sguardo su Venezia. Canaletto a Miramare”
Trieste – Museo Storico del Castello di Miramare
18 aprile – 2 agosto 2009

Tutti i giorni, 9-18.30

Ingresso
dal 18 al 26 aprile: ingresso gratuito
dal 27 aprile al 2 agosto
intero: 4 euro
minori di 18 anni e over 65: ingresso gratuito
tra i 18 e i 25 anni: euro 2

Quando
18/04/2009 16:00 al
03/08/2009 01:30

Dove
Trieste – Museo Storico del Castello di Miramare

Persona di riferimento
Museo storico del Castello di Miramare – Trieste

Indirizzo e-mail per contatti
info@castello-miramare.it

Recapito telefonico per contatti
+39 040 224 143

“Trieste romana” itinerario archeologico

Opuscolo informativo sull’antica Città di Tergeste a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia con la collaborazione del FAI, Delegazione di Trieste e della Provincia di Trieste. Patrocinio del Comune di Trieste.

Trieste romana
Trieste romana, itinerario archeologico

Trieste – 21 maggio 2009 – È stata presentata, presso la sede della Provincia, la pubblicazione “Trieste Romana – Itinerario archeologico”, nata dalla proficua e fattiva collaborazione e sinergia tra il FAI Scuola, Delegazione di Trieste, la Provincia di Trieste e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, nell’ambito di un progetto, sviluppato dal FAI, per aprire il mondo della scuola alla conoscenza più approfondita del proprio contesto urbano e per promuovere presso le nuove generazioni  il rispetto e la difesa del patrimonio storico, artistico, archeologico e ambientale.

Il punto di partenza del progetto è stata la creazione, da parte del FAI, di una scuola per la formazione di “apprendisti ciceroni” tra gli studenti delle scuole superiori di Trieste che ha dato vita ad una serie di mattinate per le scuole in cui gli studenti hanno guidato i loro compagni alla scoperta di siti e palazzi non sempre aperti al pubblico.

Nel corso di questo processo di formazione, seguito e guidato, per la parte archeologica, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, uno degli obiettivi è stato quello di dare maggiore diffusione e conoscenza delle origini romane della città di Trieste anche attraverso la realizzazione di un opuscolo informativo che potesse offrire agli studenti ma, in un’intesa più ampia, anche a tutti i cittadini e i visitatori una più approfondita conoscenza delle scoperte archeologiche degli ultimi trent’anni, emerse durante gli scavi effettuati per il recupero di Città Vecchia.

L’opuscolo “Trieste romana – Itinerario Archeologico”, nato da un’idea del FAI, perfezionata in una Convenzione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, è stato curato, nella supervisione scientifica e nell’elaborazione dei testi dalla dott.ssa Franca Maselli Scotti, mentre l’apparato grafico e fotografico è stato curato dal sig. Giusto Almerigogna della Soprintendenza stessa.

Ventimila copie, stampate con il fondamentale contributo della Provincia di Trieste, saranno disponibili, gratuitamente, presso i centri di informazione turistica.

La chiesa di San Giorgio in Vado a Rualis: un gioiello d’arte riscoperto

Settimana della Cultura (18 – 26 aprile 2009)

San Giorgio in Vado
Affresco di San Giorgio in Vado, a Rualis

19/04/2009 – ore: 10.00, 11.00, 15.00, 17.00

26/04/2009 – ore: 10.00, 11.00, 15.00, 17.00

Visita Guidata di Cristina Vescul e Lorenzo Favia. I visitatori sono guidati lungo un percorso che, attraverso la presenza di importantissimi affreschi, ricostruisce un tessuto artistico e culturale che abbraccia cinque secoli (dal XIII al XVII).

L’iniziativa è promossa dal Centro Internazionale di Studi Monastici. Philosofia, Scientia, Vita in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia.

Prenotazione: Nessuna prenotazione
Città: Cividale del Friuli – fraz. Rualis
Luogo: Rualis, comune di Cividale del Friuli. La chiesa di San Giorgio in Vado fa parte dell’antico complesso conventuale dedicato a San Giorgio, risalente agli inizi del XIII secolo. Al suo interno si conservano notevoli e poco noti affreschi.
Proprietà: Privata
Indirizzo: Via Firmano, 10
Provincia: Udine
Regione: Friuli Venezia Giulia
Telefono: 0432 504 559
Fax: 0432 510 266

La chiesa fa parte di un antico complesso monastico, documentato già agli inizi del XIII secolo ed intitolato a San Giorgio, che si situava all’esterno della cerchia muraria della città ducale in località Vado di Rualis. Si trattava inizialmente di un monastero femminile osservante la Regola di Sant’Agostino soppresso nel 1432 dalla Bolla papale di Eugenio IV per mala fama e vita inonesta delle monache, passando all’ordine dei Frati Minori Osservanti di San Francesco. La vita monastica del complesso termina nella seconda metà del XVIII secolo quando fu soppresso dalla Repubblica Veneta. A documentare quest’ultima fase della storia di San Giorgio, è un rilievo cartografico datato 27 novembre 1769, nel quale il perito della Serenissima, Giovanni Antonio Pelleatti, misura e disegna l’intera struttura monastica che si apprestava ad essere messa in vendita. Il complesso monastico oggi conserva la chiesa conventuale e parte degli edifici monastici nel corso dei secoli rimaneggiati e suddivisi tra varie proprietà. Non è ben riconoscibile la struttura antica del chiostro che manca inoltre del lato ovest. Un disegno settecentesco di Gaetano Sturolo, conservato presso la Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Cividale, illustra l’intero complesso con ancora integro il chiostro e i suoi annessi. La chiesa monastica è la parte del complesso meglio conservata, con palinsesti di affreschi che si collocano tra il XIII e il XVII secolo. I primi affreschi ad essere messi in luce sono stati quelli relativi al Martirio di San Thomas Becket. La rara iconografia, unica in Friuli, è stata attribuita ad un aiuto molto vicino a Vitale da Bologna, databile al 1350 circa. Si tratta di uno degli affreschi di qualità più alta presente all’interno della chiesa, tanto che inizialmente era stato assegnato allo stesso Vitale. All’interno della chiesa è attiva inoltre una seconda maestranza vitalesca, che opera probabilmente attorno agli anni 1360-1365 e che si può mettere a confronto con l’attività dei frescanti attivi nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Udine, Santa Maria in Vineis a Strassoldo, San Franceso di Cividale del Friuli. Le pitture murali appartenenti al cosiddetto “Secondo Maestro di Rualis” raffigurano: un’Annunciazione; un San Giorgio ed il drago molto lacunoso; una Trinità di cui rimane soltanto il volto del Dio padre; una Maddalena portata in cielo dagli angeli; una Madonna in trono con Bambino e Santi. Presenta una qualità alta anche la Madonna dell’Umiltà, affresco ora collocato all’interno di un altare tardo seicentesco e databile agli inizi del XV secolo. Di particolare interesse inoltre una Dormitio Virginis duecentesca collocata al di sotto dello strato raffigurante il Martirio di San Thomas Becket e due affreschi, databili tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, di rara iconografia di ambito tedesco, l’Eucharisticher Schmerzensmann (Cristo eucaristico). Si tratta della testimonianza più antica, fino ad ora accertata, della presenza di tale tema in Friuli. Sono presenti affreschi anche nell’oratorio annesso alla chiesa, raffiguranti le Storie della vita di Cristo con un’Ultima Cena, che inizialmente datata al pieno XIII secolo, è ora collocata agli inizi del XIV secolo, vicina stilisticamente agli affreschi messi in luce in facciata nell’estate del 2005, riconducibili anch’essi all’inizio del Trecento e raffiguranti un San Giorgio e la principessa ed una Crocifissione. Tra il corpus di pitture murali compaiono anche alcune testimonianze cinquecentesche e seicentesche, di particolare interesse le figure di Profeti nelle lunette, assegnabili al XVI secolo.

Servizio RSS della Direzione Regionale

È attivo da oggi il servizio RSS per la sezione news del sito. Grazie al nuovo servizio RSS potrete rimanere aggiornati sulle ultime notizie pubblicate dalla Direzione.

RSS è un formato per la distribuzione di contenuti sul Web. Fu lanciato per la prima volta da Netscape. Si trattava di un formato derivato da RDF (un linguaggio generico per rappresentare informazioni su Web) per la gestione dei contenuti del portale My Netscape Network: il formato permetteva la visualizzazione sul portale di headline e link relativi a notizie pubblicate su altri siti e rese disponibili attenendosi a specifiche ben precise. Fu subito un grande successo: in breve, centinaia di fornitori di contenuti aderirono all’iniziativa e il portale My Netscape poté beneficiare di una vasta raccolta di notizie a disposizione dei propri utenti registrati.

Nel frattempo, lo stesso formato (e le sue variazioni successive) fu adottato progressivamente dalla comunità dei blogger: i post di un blog potevano essere facilmente esportati in RSS, in modo da essere resi disponibili a servizi di raccolta di contenuti. La popolarità dei blog è forse una delle ragioni principali del successo di RSS: migliaia di weblog iniziarono a produrre contenuti in RSS e iniziarono a proliferare siti che raccoglievano una selezione di post dai blog più seguiti (i cosiddetti blog aggregator) e programmi per fruire i contenuti di un blog direttamente sul proprio desktop o su altri dispositivi (RSS reader).

Oggi RSS è lo standard de facto per l’esportazione di contenuti Web. I principali siti di informazione, i quotidiani online, i fornitori di contenuti, i blog più popolari: tutti sembrano aver adottato il formato RSS. Gli utenti possono oggi accedere a migliaia di feed RSS: alcuni siti (directory) raccolgono i riferimenti agli innumerevoli feed RSS disponibili sul Web.

On-line il sito web della Direzione Regionale

È da oggi on-line il nuovo sito web della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia…

Sviluppato secondo le linee guida fornite dall’OTEBAC, sarà presto disponibile anche la versione inglese.