Verifica dell’interesse del patrimonio immobiliare pubblico

Cos’è

Gli immobili sono sottoposti a tutela ope legis ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del D. Lgs. 42/2004 che recita:

“Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico”.

Pertanto, tutti gli immobili – realizzati da almeno settanta anni – di proprietà degli enti sopra indicati sono sottoposti cautelarmente alle disposizioni di tutela fino al momento dell’esito della verifica dell’interesse culturale disciplinato dall’articolo 12 del D.  Lgs. 42/2004 (anche in assenza di un espresso provvedimento).

Fino all’esito della verifica:

  • Qualsiasi intervento edilizio è soggetto al rilascio di nulla osta da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (articolo 21, comma 4, del D. Lgs. 42/2004)
  • I beni sono inalienabili (articolo 54 e seguenti del D. Lgs. 42/2004)
  • Non può essere attivata la procedura per l’eventuale erogazione di contributi da parte del Ministero

Ai sensi dell’articolo 128 del D. Lgs. 42/2004 è riconosciuta la validità dei provvedimenti di vincolo emanati ai sensi della normativa di tutela previgente (ovvero la Legge 364/1909, la Legge 1089/39, il D. Lgs. 490/99).

Dove si richiede

I soggetti proprietari che intendono avviare la verifica devono contattare il Segretariato Regionale per il Friuli Venezia Giulia e definire, tramite un accordo con il Segretariato medesimo, i tempi e i modi della verifica del loro patrimonio immobiliare.

Per gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, le richieste di verifica devono pervenire al Segretariato Regionale per il Friuli Venezia Giulia per il tramite dell’incaricato regionale per i beni culturali ecclesiastici della CEI, che provvede a raccogliere le istanze provenienti da tutti gli enti ecclesiastici, secondo una priorità stabilita dalla Conferenza episcopale regionale (accordo sottoscritto l’8 marzo 2005 tra questo Ministero e l’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana).

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’incaricato regionale della CEI o consultare il sito Chiesa Cattolica Italiana alla sezione Uffici CEI – Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici.

Cosa occorre

Al fine di sottoporre a verifica gli immobili di proprietà è necessaria la trasmissione di elenchi integrati da schede descrittive (comprensive dei dati catastali e tavolari), che devono essere compilate e inoltrate in formato sia cartaceo che informatizzato.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito www.benitutelati.it.

Esito della verifica

La pratica, istruita dal Segretariato, viene trasmessa alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il richiesto parere tecnico-scientifico e successivamente proposta alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia che verifica l’interesse culturale (articolo 39, comma 2, lettera a, del DPCM 29 agosto 2014, n. 171).

Nel caso di verifica con esito negativo, i beni sono liberamente alienabili.

L’accertamento dell’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico costituisce dichiarazione dell’interesse culturale ai sensi dell’articolo 13 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Fonti normative

Le procedure di verifica dell’interesse del patrimonio immobiliare pubblico sono disciplinate dall’articolo 12 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, oltre che da:

  • Decreto dirigenziale interministeriale del 6 febbraio 2004 per gli enti pubblici – (pdf)
  • Decreto 25 gennaio 2005 per le persone giuridiche private senza fine di lucro – (pdf)
  • Accordo 8 marzo 2005 tra il Ministero e la CEI per i beni ecclesiastici – (pdf)
  • Decreto 22 febbraio 2007 per i beni in uso al Ministero della Difesa – (pdf)
Pagina creata: 22 gennaio 2008
Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2018