La chiesa di San Giorgio in Vado a Rualis: un gioiello d’arte riscoperto

Settimana della Cultura (18 – 26 aprile 2009)

San Giorgio in Vado
Affresco di San Giorgio in Vado, a Rualis

19/04/2009 – ore: 10.00, 11.00, 15.00, 17.00

26/04/2009 – ore: 10.00, 11.00, 15.00, 17.00

Visita Guidata di Cristina Vescul e Lorenzo Favia. I visitatori sono guidati lungo un percorso che, attraverso la presenza di importantissimi affreschi, ricostruisce un tessuto artistico e culturale che abbraccia cinque secoli (dal XIII al XVII).

L’iniziativa è promossa dal Centro Internazionale di Studi Monastici. Philosofia, Scientia, Vita in collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia.

Prenotazione: Nessuna prenotazione
Città: Cividale del Friuli – fraz. Rualis
Luogo: Rualis, comune di Cividale del Friuli. La chiesa di San Giorgio in Vado fa parte dell’antico complesso conventuale dedicato a San Giorgio, risalente agli inizi del XIII secolo. Al suo interno si conservano notevoli e poco noti affreschi.
Proprietà: Privata
Indirizzo: Via Firmano, 10
Provincia: Udine
Regione: Friuli Venezia Giulia
Telefono: 0432 504 559
Fax: 0432 510 266

La chiesa fa parte di un antico complesso monastico, documentato già agli inizi del XIII secolo ed intitolato a San Giorgio, che si situava all’esterno della cerchia muraria della città ducale in località Vado di Rualis. Si trattava inizialmente di un monastero femminile osservante la Regola di Sant’Agostino soppresso nel 1432 dalla Bolla papale di Eugenio IV per mala fama e vita inonesta delle monache, passando all’ordine dei Frati Minori Osservanti di San Francesco. La vita monastica del complesso termina nella seconda metà del XVIII secolo quando fu soppresso dalla Repubblica Veneta. A documentare quest’ultima fase della storia di San Giorgio, è un rilievo cartografico datato 27 novembre 1769, nel quale il perito della Serenissima, Giovanni Antonio Pelleatti, misura e disegna l’intera struttura monastica che si apprestava ad essere messa in vendita. Il complesso monastico oggi conserva la chiesa conventuale e parte degli edifici monastici nel corso dei secoli rimaneggiati e suddivisi tra varie proprietà. Non è ben riconoscibile la struttura antica del chiostro che manca inoltre del lato ovest. Un disegno settecentesco di Gaetano Sturolo, conservato presso la Biblioteca del Museo Archeologico Nazionale di Cividale, illustra l’intero complesso con ancora integro il chiostro e i suoi annessi. La chiesa monastica è la parte del complesso meglio conservata, con palinsesti di affreschi che si collocano tra il XIII e il XVII secolo. I primi affreschi ad essere messi in luce sono stati quelli relativi al Martirio di San Thomas Becket. La rara iconografia, unica in Friuli, è stata attribuita ad un aiuto molto vicino a Vitale da Bologna, databile al 1350 circa. Si tratta di uno degli affreschi di qualità più alta presente all’interno della chiesa, tanto che inizialmente era stato assegnato allo stesso Vitale. All’interno della chiesa è attiva inoltre una seconda maestranza vitalesca, che opera probabilmente attorno agli anni 1360-1365 e che si può mettere a confronto con l’attività dei frescanti attivi nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Udine, Santa Maria in Vineis a Strassoldo, San Franceso di Cividale del Friuli. Le pitture murali appartenenti al cosiddetto “Secondo Maestro di Rualis” raffigurano: un’Annunciazione; un San Giorgio ed il drago molto lacunoso; una Trinità di cui rimane soltanto il volto del Dio padre; una Maddalena portata in cielo dagli angeli; una Madonna in trono con Bambino e Santi. Presenta una qualità alta anche la Madonna dell’Umiltà, affresco ora collocato all’interno di un altare tardo seicentesco e databile agli inizi del XV secolo. Di particolare interesse inoltre una Dormitio Virginis duecentesca collocata al di sotto dello strato raffigurante il Martirio di San Thomas Becket e due affreschi, databili tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, di rara iconografia di ambito tedesco, l’Eucharisticher Schmerzensmann (Cristo eucaristico). Si tratta della testimonianza più antica, fino ad ora accertata, della presenza di tale tema in Friuli. Sono presenti affreschi anche nell’oratorio annesso alla chiesa, raffiguranti le Storie della vita di Cristo con un’Ultima Cena, che inizialmente datata al pieno XIII secolo, è ora collocata agli inizi del XIV secolo, vicina stilisticamente agli affreschi messi in luce in facciata nell’estate del 2005, riconducibili anch’essi all’inizio del Trecento e raffiguranti un San Giorgio e la principessa ed una Crocifissione. Tra il corpus di pitture murali compaiono anche alcune testimonianze cinquecentesche e seicentesche, di particolare interesse le figure di Profeti nelle lunette, assegnabili al XVI secolo.